Una strana bellezza assiste le opere di Maurizio Gagno.

Una visione sul mondo, sulle cose, sulle mie cose.
Una visione piena. Un sentiero per lo più percorso da filamenti di luce . Un percorso che porta in un luogo dove si può solo percepire un respiro, dunque un suono.
Sono solo piccole e brevi sensazioni, ma per avvicinarsi alla sua opera bisogna incontrare per qualche attimo il silenzio non vedere solo il colore e la luce, l’ombra e le forme, le idee e le parole.

Lo ripeto, dobbiamo stranamente ascoltare ciò che vediamo, percepire la struttura compositiva, la consequenzialità del lavoro, la ricchezza armonica. Siamo di fronte ad una piccola composizione sonora, dove a manifestarsi sono solo piccoli rintocchi di campana, vibrazioni di corda, tuoni tra le nubi, violini dal suono suadente, il crepitio della pioggia, trombe lontane, l’urlo di una ferita ed un vento talvolta gelido e umido, talvolta mite a scuotere ricordi e luce.

marzo 2004- Remigio Feltrin - architetto e critico d'arte