L’astrattismo di Maurizio Gagno si avvale per la sua leggibilità di una precisa dichiarazione di intenti: quella di dare, pur nell’atmosfera rarefatta del quadro, una sicura traccia dell’immagine.

La sua tecnica si avvale di un felice incrocio fra un“pointillisme” fatto di brevi tratti cromatici ed un intreccio di colori che definiscono l’immagine senza approntarne i contorni in modo preciso e definito. Questo procedere autonomo e personalizzato, trasmette un fascino particolare all’insieme; esso si concretizza in una specie di magia, la quale si trascina dentro il quadro, per goderlo nelle sue poetiche variazioni.
Una volta esaurito, nei vari passaggi, il percorso, l’occhio recupera il tutto in una visione globale assai personalizzata; per cui ciò che può essere considerato astratto, diventa concreto possesso dell’immagine. Il piacere dell'artista che crea si travasa così nel fruitore, il quale legge e interpreta in serena letizia, dentro una pioggia di colori che si fanno immagine.

luglio 2004- prof. Luigi Pianca