La logica espressiva di Maurizio Gagno è animata dal bisogno di abbandonare i contorni degli oggetti quotidiani, dal desiderio di superare la costrizione del reale per cercare di coglierne l’ultima essenza. Il riferimento è ad un paesaggio sempre più evanescente, ma mai del tutto evaporato, che diventa pretesto per un discorso cromatico che reclama la massima autonomia.

Le sue opere spiccano per la loro delicatezza e per la capacità che hanno di fare sognare il visitatore trasportandolo in altri mondi dove l’armonia è di casa, in universi in seno ai quali sono presenti degli oggetti che esprimono una curiosa quanto seducente leggerezza. Da un punto di vista tematico, le produzioni di Gagno sono l’esito espressivo di memorie, che si concretizzano nell’intimità del suo studio. Si tratta di “ colpi di luce “ che paiono sgusciare all’improvviso per impressionarsi gioiosamente sulla carta, creando degli armonici e puliti acquerelli caratterizzati da un’esecuzione segmentata, nervosa, rapida ed incisiva.

Si tratta di un fare pittorico che metaforizza i più diversi transiti della vita: è il caso, per esempio, del passaggio dalle forme ben definite e addomesticate del giorno a quelle più sfumate e sfuggevoli della notte (il pensiero va soprattutto alla generosa confusione che conosciamo quando stiamo per cedere alle lusinghe del sonno) tutto , nella circostanza, è in bilico fra realtà e l’irrealtà.

dicembre 1994- prof. Ruggero Sicurelli